Il caffè delle diaspore

Il caffè delle diaspore

sabato 13 giugno 2020

LA CADUTA 1953 - 1989





Martedì 16 giugno, alle ore 19.00, nel programma "Finestre sulla storia" di Radio Cooperativa, Bruno Maran presenterà il libro di Donatella Sasso: "La caduta 1953 - 1989"
Sia Bruno Maran che Donatella Sasso rappresentano il simbolo del dialogo. Abbiamo sempre conversato con loro con piacere anche avendo punti di vista diversi.
Complimenti davvero !




PUKNI ZORO


                                                             











Oggi è il compleanno di Giancarlo e vogliamo regalargli un Pukni Zoro .. anzi.. ci vorrebbero più Pukni Zoro per tutti!
Auguri !

CRVENA ZVEZDA-LUDOGOREC PUKNI ZORO !!!

giovedì 11 giugno 2020

Continua la repressione ai danni dei serbi del Kosovo





Zarko e Gordana Vuckovic erano andati in Serbia Centrale poco prima delle limitazioni per il coronavirus. Non sono riusciti a tornare a casa a Klina, Kosovo-Metochia.

Durante la loro assenza forzata, la loro casa è stata bruciata. I colpevoli non sono ancora stati trovati.

Pochi giorni fa, finalmente sono riusciti a entrare in casa, tutto distrutto.

′′ È terribile ritrovare la propria casa in questo stato ha detto Zarko, in lacrime, Non capisco chi possa averlo fatto e perché. Abbiamo vissuto a lungo qui, siamo sempre stati buoni vicini e non abbiamo mai avuto un atteggiamento diverso con le persone, serbi, albanesi o rom, cattolici, ortodossi o musulmani. Non capisco."

′′ Zarko è un brav'uomo, ha sempre aiutato i suoi vicini, non ho mai sentito nessuno lamentarsi ", conferma Sadik Zeciraj, un vicino albanese.

I Vučković hanno lasciato il loro villaggio durante la guerra e poi sono tornati una volta in pensione. ′′ Questa terra è nostra e non possiamo vivere lontano dai nostri santuari. In Serbia centrale, anche se vivessi bene, il mio cuore era in Kosovo.
Aggiusteremo questa casa e torneremo a vivere qui ", afferma Gordana.

Il mio nome è Serbia





Narodno pozorište Subotica





Narodno pozorište Subotica - Skidanje zavese

Notare la scritta in tre lingue

lunedì 25 maggio 2020

domenica 24 maggio 2020

venerdì 22 maggio 2020

Katarina Ristic ha cambiato i libri di storia




Katarina Ristic a Chicago

SMRT FAŠIZMU, SLOBODA NARODU!




Dal nostro amico Piero

Stjepan Filipović







Stjepan Filipović

Oggi è il 78° anniversario dell'esecuzione dell'eroe popolare partigiano Stjepan Filipović, avvenuto il 22 maggio 1942 a Valjevo, #Serbia. Come tale, ho pensato che sarebbe stato di nuovo importante attirare l'attenzione sulla distruzione del monumento che lo commemorava nella sua città natale di Opuzen, Croazia.
Mentre operava in Serbia come comandante della Compagnia Kolubara dei partigiani di Valjevo (alla giovane età di 26 anni) Filipović fu catturato dalle forze professionali tedesche. Successivamente fu condannato a morte per impiccagione, e mentre stava sullo sgabello del boia con il cappio attorno al collo davanti a una massa di soldati della Wehrmacht, alzò le mani e urlava " Smrt fašizmu, sloboda narodu!", che significa in inglese "Morte al fascismo, libertà al popolo". Di conseguenza, Filipović è diventato uno dei simboli eroici più significativi della #Jugoslavia e della resistenza ribelle. Un monumento per onorare Filipović è stato costruito nella sua città natale nel 1978 dal team scultore Miro Vuco e Stjepan Gračan. Tuttavia, la scultura è stata distrutta nel 1991 con il sito cancellato nel 2010. Maggiori informazioni su questo monumento sono disponibili su questa pagina del profilo: qui



Jihadismo in Bosnia






Jihadismo di ritorno in Bosnia

L'infiltrazione turca in Bosnia

Bosnia, perché è diventata la culla del jihadismo europeo

Il jihadismo nei Balcani

La presenza jihadista in Bosnia

Parlamento europeo

Jihadismo in Bosnia

La penetrazione jihadista in Bosnia

Bosnia Erzegovina, il rischio jihadista

La spirale balcanica. Il jihadismo in Europa

Bosnia - focolaio jihadista

La porta d'ingresso dell'Islam

Bosnia Erzegovina, un paese ingovernabile

mercoledì 20 maggio 2020

Morti italiani nelle guerre jugoslave








 - Moreno Locatelli

Sarajevo 1993, pace e morte

 - Tre giornalisti Rai uccisi a Mostar

In ricordo dei gionalisti Rai uccisi a Mostar

 - Tre volontari italiani morti a Gornji Vakuf in Bosnia

Hanefija Prijic, il comandante Paraga, è libero

 - I pescatori della "Francesco padre"

L'Ustica del mare

LA FIGLIA

La figlia di Clara Uson è un libro spesso utilizzato per dare addosso ai serbi, mentre è tutto a favore dei serbi







lunedì 18 maggio 2020

27 anni fa a Sarajevo






Il 18 maggio di 27 anni fa a Sarajevo morivano Bosko e Admira.
Stavano scappando dalla Bosnia di Itzerbegovic' per raggiungere ciò che rimaneva della Jugoslavia.

In ricordo di Admira Ismić e Boško Brkić

Era un 18 maggio di tanti anni fa

Bosko ed Admira in Balkan crew


domenica 17 maggio 2020

Fatmir il re della pizza




Quella che sto per raccontarvi è una storia meravigliosa. A lungo ho pensato se dirvi tutto esattamente od omettere alcune cose. Poi mi è venuta in mente quella bambina antipatica che ad ogni incontro di catechismo mi ripeteva sempre la stessa frase: “albanesi tutti ladri”. Così ho deciso di raccontarvi tutto nei dettagli per spiegarvi cosa deve fare un albanese per non essere un ladro. Sì, perché il protagonista della storia è proprio un ragazzo albanese. Si chiama Fatmir ed è nato a Scutari il 23 Marzo 1968. Fatmir studia all’accademia militare e lavora in polizia. Gli stipendi sono molto bassi e un giorno riesce ad avere un visto turistico per venire in Italia. Il giorno dopo il suo arrivo Fatmir già lavora in una azienda agricola come contadino. Scaduti i 15 giorni di permesso, Fatmir non sa che fare. Tornare al suo paese e continuare a lavorare in polizia o diventare illegale e quindi “criminale”? Fatmir decide di rimanere in Italia.Fa tanti lavori in nero e malpagati. Rimpiange il suo posto di poliziotto a Scutari, ma ormai è tardi per tornare. Così fa quello che fanno tutte le persone disperate: si compra una falsa identità. Ironia della sorte il passaporto falso era di un serbo e da quel momento Fatmir non è più Fatmir, ma Milan. Con una falsa identità Milan trova lavoro facilmente e per 5 anni lavora in una pizzeria al taglio. Lavora talmente tanto che inizia a mettere su una pizzeria per conto suo, poi una seconda e poi una terza. Tutte attività che vanno a gonfie vele!Nel giro di 5 anni apre 10 pizzerie, poi un ristorante e poi un bar sulla piazza principale di Udine. Tutte le attività vanno alla grande, ma Milan tratta i suoi 100 dipendenti come collaboratori e non come era stato trattato lui. Nessuno lavora in nero, sono tutti regolari. Ad un certo punto Milan rivuole la sua identità. In una sanatoria si presenta in questura come Fatmir. Al processo Fatmir chiede al giudice: – Ma è possibile condannare una persona che si è autodenunciata? La giudice gli dice di avvicinarsi e gli sussurra: – Non ti immagini nemmeno quanto mi dispiaccia condannarti. Fatmir è di nuovo Fatmir, condannato dalla giustizia italiana, ma re di un grosso impero: “Mondo pizza” che in Friuli è una piccola Mc. Donald. I giornali friulani riportano tutto a caratteri cubitali: “Il re della pizza arriva dall’Albania!” (il Messaggero) e “Stacanovista da record” (il Friuli). La notizia rimbalza anche sui giornali albanesi. Fatmir riceve attestati di benemerenza dal comune di Udine, dalla provincia di Udine e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Partecipa a dei dibattiti sull'integrazione (che il nostro governo non conosce!) in piazza del Duomo ad Udine. C’è da ridere perché per fare questo post ho messo il nome di Fatmir in un motore di ricerca e mi è apparso il nostro blog, grazie alla partecipazione di Fatmir ai “gusti di frontiera” e c’è anche da ridere perché il convegno in piazza del Duomo, Fatmir, l’ha fatto con un signore che di nome si chiama Enel. Forse qualche discendente dello scopritore della lampadina!!! Adesso Fatmir è sereno con la sua famiglia: la moglie Altina e i tre figli, Aurora, Ema ed Eduard. La storia non finisce qui.. anzi direi che parte da qui: da una persona che dovrebbe essere un criminale e che invece ci ha dato una lezione di vita meravigliosa. Adesso Fatmir è sereno con la sua famiglia: la moglie Altina e i tre figli, Aurora, Ema ed Eduard. La storia non finisce qui.. anzi direi che parte da qui: da una persona che dovrebbe essere un criminale e che invece ci ha dato una lezione di vita meravigliosa.Io spero un giorno di sedermi ad un tavolo del tuo ristorante con te Fatmir e prendermi, per la prima volta nella mia vita, una grande sbronza, cantando con te questa canzone:

Eurovision 2020





Quest'anno l'Eurovision non si è tenuto, ma guardate che bel filmato ci arriva dalla Serbia

MARIJA ŠERIFOVIĆ – MOLITVA – EUROVISION: EUROPE SHINE A LIGHT

Il bunker di Tito




Erroneamente c'è la bandiera bosniaca perchè il bunker era in Jugoslavia

A journey through Tito's secret underground nuclear bunker

Topini randagi in Bosnia