Il caffè delle diaspore

Il caffè delle diaspore

sabato 15 giugno 2019

Jugoslavia, morte di una nazione




In questo documentario in tre puntate, al 48° minuto della prima puntata si parla della Krajina. Si racconta di come i poliziotti serbi non riconoscono l'autorità di Tudjman in quanto li vuole vestire con i simboli ustascia. I serbi non hanno dimenticato le centinaia di migliaia di serbi uccisi dagli ustascia, gli estremisti croati alleati delle forze naziste. Il presidente Tudjman rende omaggio alla bandiera croata, la stessa che aveva sventolato assieme alla svastica nazista e i serbi questo non lo possono accettare: I serbi di Croazia contestavano l'indipendenza della Croazia. L'ultima volta che la Croazia era stata indipendente, 50 anni fa,  aveva perpetrato il genocidio della minoranza serba

Jugoslavia-Morte di una nazione. Prima puntata. (1/3)

Jasenovac

L’arcivescovo del genocidio

La notte dei cristalli a Zara

Il gusto dei croati per il fascismo

Condannati all’Aja i vertici della "Grande Croazia". E Franjo Tudjman

Cartoline slavike - Il concorso dell'estate




Carissimi,
Ale Polski se n'è inventata un'altra !
C'è un concorso estivo dedicato ai nostri viaggi balcanici.
Si tratta di far foto durante i viaggi con un giornale del luogo che attesti la data perchè non valgono le foto degli anni scorsi.
Le foto dovranno essere inviate entro il 15 settembre alla pagina di Slavika.
Si vincono ricchi premi e le foto migliori verranno esposte
Grande Ale, sempre il num 1!

Cartoline slavike - Il concorso dell'estate

Slavika festival

polskikot.wordpress.com

www.slavika.it


Balon Mundial 2019



Tutto è pronto per il via al torneo delle comunità migranti che si svolge a Torino.
Maggiori informazioni: qui

I care for Počitelj 2019



Anche quest'anno si terrà dal 17 al 25 agosto il campo di vacanza a Pocitelj.
Per ogni informazione contattare Corrado su questo sito qui

venerdì 14 giugno 2019

SPOMENIK TO JE TO




Spomenik To je To è un viaggio che si svolge nei Balcani tra i monumenti più importanti della storia.

La pagina Face book del viaggio

TOjeTO: cultura e scoperta

Inno jugoslavo

INTERVISTA A CARLA DEL PONTE




In un incontro con Carla Del Ponte le vengono chieste diverse cose dal pubblico.
Intorno all'11° minuto si parla della protezione dei testimoni e la Del Ponte ammette che 3 testimoni sono stati uccisi mentre erano sotto il programma di protezione. Al 22° minuto si dice che il processo del teste che ha fatto fuori tutti i testimoni è da rifare.
L'anomalia del tribunale è che è stato istituito dagli americani che hanno tirato fuori i soldi (min 23.22)
Al 59° minuto si racconta di un pilota NATO che ha detto alla base di Aviano che il treno che doveva colpire era di civili e Aviano risponde: "Bombarda lo stesso". Morirono 150 civili e nessuno ha mai pagato per quella strage; così è avvenuto per altri 13 episodi NATO in cui nessuno è stato processato.
A un'ora e 01 uno spettatore chiede se non c'è il rischio che i grandi finanziatori di questo tribunale la passino sempre liscia ? La risposta della Del Ponte è SI, certamente c'è questo rischio.
A un'ora e 04 si dice che il Consiglio di sicurezza è una istituzione politica e le sue decisioni sono politiche. Questo vuol dire che la giustizia non è al di sopra di tutto, ma che dipende dalla politica. La politica puo' intervenire e non lasciare che si faccia giustizia. Un organismo politico che controlla la giustizia è un'anomalia.

Carla del Ponte, ...il Processo Milosevic - venerdì 20 Maggio 2011

Notizie correlate

Venti anni fa la "vendetta" contro la Jugoslavia.

L'imperialismo USA e NATO

Bijelo Dugme-Jugoslavijo na noge

sabato 8 giugno 2019

APPUNTI DI FRONTIERA




Ho letto i primi tre racconti del libro di Francesco Langianni "Appunti di Frontiera" e mi sono piaciuti molto.
Sono dedicati all'Albania, al Kosovo e alla Serbia e nonostante siano abbastanza crudi, centrano in pieno la situazione balcanica. Ho sentito spesso le persone dire le stesse parole che ho trovato in questi racconti. L'albanese onesto che non riesce ad avere il permesso di soggiorno e un lavoro in Italia, il kosovaro che non riesce a staccarsi dalla sua terra a costo della vita, il serbo mandato in guerra che ha le crisi di coscienza a guerra finita.
In questo libro l'autore non fa sconti a nessuno, ma racconta la vera vita dei Balcani.
Complimenti Francesco !

lunedì 3 giugno 2019

LINK UTILI






La guerra infinita

War crimes verdict map

La menzogna mediatica dei campi di sterminio

Srebrenica città tradita

Srebrenica, un genocidio controverso

Quando volevano dividersi la Bosnia

Nessuno fu esente dalla barbarie

Il bombardamento NATO è stato un genocidio

Milena Gabanelli a Vukovar

Inganno di Racak

Dubravka Ugrešić: una Croazia sul modello fascista

Croazia, la zavorra del passato ustascia

Elvira Mujčić, "Raccontare Srebrenica, raccontare la guerra di Bosnia"

Lupi nella nebbia

Traffico d'organi in Kosovo

Da una favola chiamata Piotr: "Lupi nella nebbia"

La storia infinita dei BALCANI "KOSOVO '99"

Jugoslavia-Morte di una nazione. Prima puntata. (1/3)

Condannati all’Aja i vertici della "Grande Croazia". E Franjo Tudjman

La notte dei cristalli a Zara

Il gusto dei croati per il fascismo

Bufera sul Kosovo: traffico d’organi, 470 scomparsi




Bosnia Erzegovina: l‘Atlante dei crimini di guerra






Osservatorio Balcani ha pubblicato un articolo interessante.
In pratica il direttore del Centro ricerca e documentazione di Sarajevo, Mirsad Tokaca, ha presentato a Zagabria, l' "Atlante bosniaco dei crimini di guerra", una ricerca di 10 anni sui crimini commessi durante la guerra in Bosnia.



In pratica Tokaca dice di smettere di dire bugie e questo ha suscitato forte disappunto tra i "mitomani bosgnacchi" che hanno sempre parlato di un numero molto maggiore di vittime bosgnacche.
I serbi uccisi in Bosnia sono 24.953 e i croati sono 8.403

Bosnia Erzegovina: l‘Atlante dei crimini di guerra

martedì 28 maggio 2019

Una piacevole lettura




Ho appena finito di leggere il libro di Lorenzo Gambetta: "Jugo bike, in bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia" e sono piacevolmente stupita.
Gli aspetti interessanti sono due: l'umiltà e il coraggio.
Mi ha colpito l'umiltà di Lorenzo che non da mai per scontato nulla. A inizio viaggio ha visto un treno con tre vagoni differenti, uno per ciascuna etnia e qui, chiunque di noi avrebbe detto di aver già capito tutto, invece Lorenzo continua a cercare in ogni cosa e in ogni persona di scoprire di più.
Il coraggio lo si vede quando affronta la questione politica senza nessuna paura. Noi che bazzichiamo nei forum abbiamo un po' timore di dire le cose come stanno, invece Lorenzo no, dice pane al pane e vino al vino (è un detto delle mie parti).
Mi è sembrato strano che in Krajina non ha visto la scritta sulle case: "Gotovina nostro eroe" ed è anche andata bene che parlava sempre o italiano o inglese, perchè se avesse parlato con un accento serbo come me, avrebbe rischiato non poco.
Tutto sommato però nel libro c'è un po' di tutto, dalla storia attuale a quella antica, dal rapporto interpersonale alla descrizione dei paesaggi da favola.
Grandi complimenti Lorenzo, a quando il prossimo viaggio?

Jugo bike sotto la Mole

sabato 25 maggio 2019

JUGO BIKE SOTTO LA MOLE




Stasera, presso il Polski kot di Torino, si è tenuto l'incontro con Lorenzo Gambetta per la presentazione del suo libro "Jugo bike, in bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia".
La serata è stata piacevolissima. Lorenzo ha messo in risalto vari aspetti dei Balcani, senza mai prender parte a qualche conflittualità: Nei suoi viaggi ha sempre cercato di capire chi gli stava davanti, fosse questo bosniaco o croato o serbo.
Spesso, a zonzo per la Bosnia, gli è capitato di dover prendere una birra per sapere dove si trovasse, perchè, come ben sappiamo, si puo' trovare una Karlovacko pivo, una Jelen pivo o una Sarajevska, a seconda della zona.
A Belgrado aveva una guida turistica gentilissima, che faceva da guida sia agli italiani che agli statunitensi e Lorenzo ha pensato alla situazione di quel ragazzo che ha vissuto i bombardamenti NATO partiti dall'Italia
Nei suoi viaggi Lorenzo ha spesso parlato di calcio che è un aspetto fortemente identitario. D'altra parte i primi fomenti di guerra sono iniziati proprio in un campo di calcio. In Bosnia Lorenzo citava i giocatori di calcio bosniaci, ma riceveva solo nomi serbi, così si è ricordato di essere nella Repubblica Srpska.
Lorenzo si è trovato più volte sulla via dei migranti e ha subito pesanti perquisizioni da parte della polizia croata.



Come noi, anche Lorenzo è un amante di Ivo Andric'.
La città che è piaciuta di più a Lorenzo è Sarajevo, simbolo della convivenza pacifica prima della guerra. Ora ci sono delle cose assurde come ad esempio tre programmi scolastici nella stessa scuola e tre vagoni differenti su uno stesso treno.
Alla domanda "perchè si è dissolta la Jugo", Lorenzo dice che è stato perchè i signori della guerra hanno iniziato a dire prima i croati, prima i bosniaci, prima i serbi e il parallelo con l'Italia fa raggelare il sangue.
Alla domanda "perchè le scolaresche vanno a Srebrenica saltando la Krajina e conoscendo solo parte della storia", Lorenzo ha risposto che anche noi parliamo sempre della guerra del 15 - 18, ma omettiamo di citare tutti gli italiani morti nel 1914 e con questo ha voluto dire che volontariamente tutti tralasciamo pezzi di storia.
Ci siamo trovati davanti un uomo molto sincero e intelligente e non vediamo l'ora di leggere il libro.
Complimenti Lorenzo !

Jugo bike in Face book

Polski kot

Una piacevole lettura

giovedì 23 maggio 2019

sabato 20 aprile 2019

sabato 16 marzo 2019

24 marzo 1999, la vergogna della NATO




Sono passati 20 anni dai bombardamenti NATO sulla Serbia e fioccano le serate su questo tema e gli articoli.
Ve ne proponiamo alcuni

Ritorno a Belgrado, 20 anni dopo la guerra di Matteo Tacconi

Remo contro, la virtù del dubbio

I bombardamenti NATO sulla Serbia erano inevitabili ?

1999, bombe sull’Europa. I frutti amari di quella prima volta

Fu un genocidio

La guerra umanitaria

Un articolo di Alberto Tarozzi

Kosovo, 20 anni dopo di Mario Arpino

Contropiano

24 marzo '99. Jugoslavia

Noi non dimentichiamo nulla

Da Osservatorio Balcani e Caucaso

La Nato ritiene giusto il bombardamento

Bombe su Belgrado 20 anni dopo . Bologna

Il cielo sopra Belgrado . Milano

Serbia, la memoria, 20 anni dopo le bombe NATO. Conferenza commemorativa a Roma. 25 marzo ore 15.00, "Sala consiliare municipio". Intervengono Alessandro Di Meo e Slobodanka Ciric'

La Jugoslavia di ieri, le rovine di oggi. Incontro presso la Casa rossa, Via Monte Lungo 2 a Milano, 30 marzo ore 18. Interviene Fulvio Grimaldi

Bombe su Belgrado 20 anni dopo. 10 aprile ore 21,00 presso Spazio Ligera, Via Padova 133 Milano. Conduce Andrea Martocchia di CNJ

Bari 3 aprile 2019 | Bombe su Belgrado: 20 anni dopo

Giovedì 30 maggio, presso la sala "Peppino Impastato" della Banca Etica di Padova, si terrà un convegno dal titolo "20 anni fa la guerra umanitaria contro la Repubblica Federale di Jugoslavia". Parteciperanno al convegno Andrea Oskari Rossini, Nicole Corritore, Dragan Petrovic', Aleksandra Ivic'. Coordina "Padova con i Balcani"

Serbia: Belgrado ricorda il ventesimo anniversario dei bombardamenti

Intervista di Enrico Vigna a ZIVADIN JOVANOVIC

Da contro blog di Fulvio Grimaldi

Il massacro di Racak

Serbi da morire

24 marzo 1999 in Balkan crew

24 marzo 1999 la nato bombarda la Jugoslavia

Ennio Remondino

DIEGO FUSARO da Belgrado

Scuole, ospedali e civili bombardati

Spiccioli sui Balcani 6 missioni di Tornado con bombe umanitarie

Perché la NATO non ha condotto un’operazione terrestre contro la Jugoslavia?

Un reportage di CNJ

Good morning Pančevo

La guerra infinita di Riccardo Iacona

Serbia, una terra avvelenata

NATO bombardovanje Srbije

L'imperialismo USA e NATO

Oj kosovo kosovo

Nas kosovo

Nemanja Nikolic - Vidovdan

Gordana Goca Lazarevic Vidovdan






martedì 5 marzo 2019

Jugo-bike. In bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia






E' uscito il nuovo libro di Lorenzo Gambetta e sembra davvero interessante !
Con Lorenzo ci vediamo il 28 marzo a Pizzighettone, l'11 aprile a Crema, il 12 aprile a Talamona e in tanti altri posti ancora !

Una recensione

facebook.com/JugoBike

martedì 22 gennaio 2019

domenica 30 dicembre 2018

CANESTRI SENZA RETI 2018. F

Continua da qui


Anche quest'anno la favola di Canestri senza reti si è conclusa in bellezza.
La finale al cardiopalma ha visto la vittoria della Stella rossa Belgrado sul Kragujevac per soli tre punti.



La squadra di Tuzla


La squadra di Cacak


La squadra di Kragujevac


Stella rossa Belgrado


Il miglior quintetto


Lazar Gagic'. Il miglior giocatore del torneo



Il video della premiazione

I premi

Arrivederci all'anno prossimo !