Il caffè delle diaspore

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giovedì 22 ottobre 2015

LA PACE IN CASA



Superfantastica meravigliosa serata al Museo Diffuso della Resistenza e non solo per i relatori che dire magnifici è dire poco, ma anche perchè Luca Rastello era tra il pubblico.. ne sono sicura.
Il tema era : "La pace in casa. Bosnia Erzegovina 20 anni dopo" come contrapposto del titolo del libro di Luca "La guerra in casa".
Relatori Donatella Sasso e Alfredo Sasso che non sono parenti, ma sono magnifici.
Moderatore quell'angelo sceso in terra di Matteo Zola di eastjournal.net
Sono state dette tante e tante cose e mi scuso per eventuali errori, ma il tema principale è stato l'accordo di Dayton stipulato in Ohio (Usa) in inglese.
Donatella Sasso e Esterino Adami hanno tradotto il trattato in italiano e lo trovate : qui
Questo accordo poteva andare bene per la fine della guerra, ma è stato un disastro in tempo di pace.
La Bosnia si trova frammentata in diversi cantoni e il 60% del PIL è investito in politica. La disoccupazione è al 40% e ogni etnia (anche se è brutta questa parola) non fa altro che voler prevaricare le altre. La scuola è diversa a seconda della popolazione.
Un ragazzo di Tuzla non si puo' far curare o studiare a Sarajevo.
Donatella Sasso ha citato la storia di un ebreo e di un rom che hanno protestato per avere dei diritti.

Sejdić-Finci, una sentenza ignorata

In un solo anno sono emigrate 70.000 persone in cerca di lavoro.
Vi sono dei movimenti di protesta

Bosnia, gli indignati occupano Sarajevo

Si usa la religione per affermare il proprio spazio all'interno del paese.
Le divisioni c'erano già al tempo di Tito, ma è indubbio che l'Europa e l'America hanno giocato un grosso ruolo nella disgregazione dei Balcani.
Capitolo Srebrenica : SORVOLIAMO
Sono stati molto belli anche gli interventi del pubblico.
Una ragazza ha raccontato la sua esperienza bosniaca mettendo l'accento sul cimitero di Mostar più volte profanato
Non ci sono pericoli seri di radicalismo islamico, solo alcune cellule sotto controllo
Ricordiamo il corso di politica internazionale PARS ORIENTALIS e ringraziamo di cuore Donatella Sasso ,  Alfredo Sasso ,   Matteo Zola e il Museo Diffuso della Resistenza

Ko je poceo rat ?

La guerra in casa di Luca Rastello


giovedì 3 marzo 2016

Danuta a Oslo




Fantastica serata passata in compagnia di Donatella Sasso, Guido Quarzo, Davide Bobba, la "Comunità polacca" di Torino e un pubblico meraviglioso.
Presso la libreria Claudiana, Donatella, principessa di dolcezza, e i suoi amici ci hanno raccontato questo libro per ragazzi che racconta la storia di Lech Walesa attraverso gli occhi dell'amico del figlio di Walesa.
Dopo un breve saluto da parte di Wanda della Comunità polacca che ha messo in luce l'aiuto che i sindacati in primis, ma anche tutta la popolazione italiana, hanno dato alla Polonia negli anni più difficili, si è parlato del racconto.
Guido Quarzo ha messo in luce tre aspetti del libro che è una bellissima narrazione che usa un ragazzo per ripercorrere tutta la storia polacca dai primi scioperi degli anni '70.
Davide Bobba ha presentato il quadro storico e i rapporti stato - Solidarnosc
Donatella Sasso ha raccontato di come la famiglia Walesa si preparava per il "Premio nobel" a Oslo e poi ha raccontato della prima presentazione del libro ai ragazzi e di come un ragazzo le ha chiesto: "Ma cos'è un sindacato?"
Si ringrazia tutti di cuore

“Danuta a Oslo”, il nuovo libro di Donatella Sasso

poloniatorino.it

Istituto di studi storici Gaetano Salvemini

Guido Quarzo

Davide Bobba

La pace in casa

Natale in carcere

I libri di Donatella Sasso

sabato 13 giugno 2020

LA CADUTA 1953 - 1989





Martedì 16 giugno, alle ore 19.00, nel programma "Finestre sulla storia" di Radio Cooperativa, Bruno Maran presenterà il libro di Donatella Sasso: "La caduta 1953 - 1989"
Sia Bruno Maran che Donatella Sasso rappresentano il simbolo del dialogo. Abbiamo sempre conversato con loro con piacere anche avendo punti di vista diversi.
Complimenti davvero !




venerdì 1 luglio 2016

IL BAMBINO NELLA NEVE




Poteva mai non stupirci con effetti speciali la fantastica Donatella Sasso ?
Ed ecco la presentazione del libro Il bambino nella neve pubblicata da East journal

eastjournal.net

Donatella Sasso in Balkan crew


sabato 14 gennaio 2017

Italiani d’Albania, una storia dimenticata raccontata da William Bonapace




Mercoledì 18 gennaio, alle ore 21.00, presso il Polski kot di Torno, verrà presentato il libro di William Bonapace: Italiani d'Albania
Sarà presente la storica Donatella Sasso ed Eric Gobetti
Buttiamoci.. che è morbido !!!

Italiani d’Albania, una storia dimenticata raccontata da William Bonapace

Polski kot - Torino

Eric Gobetti

Donatella Sasso

sabato 17 dicembre 2016

PROTESTE IN NERO




Questa sera, presso il Polski kot di Torino, si è tenuto l'incontro con Donatella Sasso e Francesca Rolandi dedicato ai diritti civili in Polonia e Croazia. L'incontro era organizzato da East journal e da Ale Polski.

Ha iniziato Donatella Sasso, ricercatrice dell'Istituto Salvemini di Torino, raccontando la situazione polacca. Il pubblico era attonito poichè il governo polacco prende continuamente iniziative che provocano immense proteste tra la popolazione. 
La protesta più conosciuta in Europa è quella che il 3 ottobre ha visto migliaia e migliaia di polacchi in piazza contro le leggi restrittive sull'aborto in discussione in Parlamento. La protesta è stata così massiccia che, almeno per ora, è riuscita a fermare questa legge assurda che vieterebbe l'aborto se non per pericolo di vita della madre. Già l'attuale legge è molto restrittiva, poichè permette l'aborto solo in caso di malattia, di malformazioni del feto o di violenza subita dalla madre.
E' stata poi messa in luce la politica di destra del governo e di quanto si avvicina a quella ungherese di Orban e come Serbia sappiamo bene la politica sui migranti quanto è fuori da ogni logica.
L'Unione europea è fortemente preoccupata di queste politiche che limitano i diritti umani, ma ha le mani legate, poichè ci vorrebbe l'unanimità di tutti i paesi per prendere dei provvedimenti




Francesca Rolandi, ricercatrice dell'Università di Fiume e redattrice di QCode Magazine, ha illustrato la realtà croata rispetto all'aborto. Anche qui il pubblico era attonito, poichè queste cose succedono in UE a due passi da casa nostra.
La Croazia (per fortuna) ha la legge sull'aborto di mamma Jugo, ma sta tentando di cambiarla e quindi anche i croati si sono riversati in piazza.
Si è vista una certa linea politica finchè c'erano i negoziati di adesione alla UE, ma poi la Croazia ha invertito la rotta anche grazie al fatto che hanno vinto le elezioni governi di destra.
Il 21 maggio scorso, si è svolta una marcia a favore di una nuova e più restrittiva legge sull'aborto, ma tra le file dei partecipanti c'era una persona condannata a 25 anni di carcere per crimini contro l'umanità, in libertà perchè ha scontato i due terzi della pena. Capite che finchè i croati si appoggiano a certi personaggi, difficilmente fanno presa sul popolo?
C'è poi un movimento che porta le persone in piedi davanti agli ospedali nella speranza di far sentire in colpa le donne che abortiscono.
Le pubblicità nelle strade sono spaventose e fanno sentire le donne che hanno scelto di abortire in grave colpa.
Quanto è diversa la Croazia che fanno vedere ai turisti!!
I sondaggi dicono che il 60% dei croati è a favore dell'aborto.

Per quanto riguarda la Jugoslavia che aveva un'ottima legge sull'aborto, va detto che Tito era meraviglioso in campo diplomatico ed era anche andato a trovare il Papa e si erano intesi perfettamente

E' stata una bella serata, grazie a tutti e correte a iscrivervi a Pars orientalis !





giovedì 18 dicembre 2014

BRUCIAMI L'ANIMA. TACCUINO BOSNIACO

Sabato 20 dicembre, alle ore 21, presso il Polski kot di Via Massena 18/A a Torino, si terrà la presentazione del libro "Bruciami l'anima - Taccuino bosniaco" (Impremix Edizioni Visualgrafika) alla presenza dell'autore, Marco Travaglini, e di Donatella Sasso (Istituto Studi Storici Gaetano Salvemini), che ha curato l'introduzione del volume.

Bruciami l’anima è un taccuino di un viaggio che si svolge attraverso i volti, le immagini, i paesaggi, i profumi, le voci ed i rumori di una terra orgogliosa e meravigliosa, di un Paese che ha saputo resistere e rialzarsi, che sa aprire il suo cuore con generosità, un cuore ferito, ma non vinto: la Bosnia Herzegovina.
A vent’anni dall’inizio della guerra che ha rappresentato l’evento più cruento del lungo processo disgregativo dell’ex Jugoslavia, che ha visto perpetrarsi ai danni del popolo bosniaco massacri, deportazioni, genocidi, che tuttora non trova risposte a molte domande, il bisogno di imprimere sulla carta appunti e riflessioni, di dare testimonianza ad eventi altamente drammatici, come l’eccidio di Srebrenica diventa un dovere ed il dovere si trasforma in necessità. Non si può essere viaggiatori in terra di Bosnia senza provare la necessità di raccontare, non si può essere viaggiatori senza cercare i volti, dietro ai volti le storie, dietro alle storie l’anima di chi le ha vissute. (da: Osservatorio Balcani e Caucaso)

Aperitivo balcanico dalle 19, libri in libera vendita.


p.s. e n.b. Come balkan crew ci teniamo a sottolineare che gli altri popoli della ex Jugo hanno avuto lo stesso triste destino del popolo bosniaco e chi non è addentro al problema, non riesce a capire che il popolo bosniaco è fatto da diverse etnie (anche se è molto triste usare questo termine) ed erano moltissime le famiglie cosidette "miste". Nella nostra crew ci sono tantissime famiglie bosniache e tutte si riconoscono in questo filmato : qui

venerdì 18 novembre 2016

SARAJEVO - ALEPPO. Prima parte

Questa sera, dalle 17.00 alle 20.30 (!!!) si è tenuto presso il Polo del '900 di Torino, l'incontro intitolato "Sarajevo - Aleppo. Guerre, profughi, cooperazione e territori dagli anni '90 ad oggi"
E' stato magnifico !



Molto ben organizzato, questo meeting, ha messo in luce un perfetto parallelismo tra le guerre balcaniche degli anni '90 e l'attuale guerra in Siria.
L'incontro è stato presentato dalla simpatica e ormai nota al pubblico torinese, Maria Perino che ha spiegato brevemente l'impegno di adl-zavidovici.eu
Subito la parola è passata al moderatore William Bonapace e, raccontato da Donatella Sasso, potete trovare su East journal, il suo libro "Italiani d'Albania"



A questo punto si è aperta la relazione di Agostino Zanotti che è stato molto più che meraviglioso.
Posso dire, senza ombra di dubbio, che è difficile trovare una persona così preparata e così equilibrata. Di sicuro non riuscirò a dire tutto cio' che ha detto, ma spero di trasmettervi tanta saggezza che non pensavo mai di trovare così genuina e schietta. La cosa che mi ha colpito di più è la frase "carnefici e vittime" poichè è interscambiabile. Non possiamo dire chi è stato carnefice e chi è stato vittima, poichè non c'è un carnefice che non sia stato vittima e non c'è una vittima che non sia stata carnefice, sempre intendendo il senso lato della frase.. naturalmente ! Il Sig. Zanotti ha citato frasi di Don Tonino Bello e Alexander Langer. Poi ha citato il libro di Luca Rastello e ha detto che nel '96 le varie associazioni di volontariato presenti nei Balcani hanno come "svelato" agli italiani la drammaticità della guerra. I vari volontari, erano generalmente contro la "Missione Arcobaleno" perchè è lampante che chi manda le bombe non puo' poi dire di aiutare e qui noi di Balkan crew ricordiamo Non bombe ma solo caramelle . Per chi non lo sapesse al confine, un militare serbo ferma un camion di aiuti italiano e chiede di perquisire. Combinazione il primo pacco ad essere aperto è uno che va in Kosovo e ha delle caramelle per i bambini. Il militare chiede: "Ma tu sei italiano ?" - "Si" - "Ma come.. prima ci mandate le bombe e poi ci portate le caramelle?"
Anche Zograf da Belgrado chiedeva come poteva essere che le bombe partissero dall'Italia. Vedasi Diario sotto le bombe di Alexandar Zograf
Qui Agostino Zanotti ha fatto una gran bel discorso su come deve essere l'aiuto e la cooperazione vera e ha citato anche il libro "Darsi il tempo" di Mauro Cereghini e Michele Nardelli. Noi aggiungiamo anche Le città divise di bajka Apu e C'era una volta un paese di Stefano Tallia.
E' impressionante vedere che il filo spinato dei campi di concentramento è attorno ai confini UE e quest'anno, il premio World press è stato preso dalla foto che al confine tra Serbia e Ungheria, passa un bambino profugo sotto il reticolato


L'11 settembre 2001 sono stati messi in luce quelli che dovevano essere gli "stati canaglia", ma alcune organizzazioni, come ad esempio Boko Haram, dicono bene che finchè andremo a rubare materie prime, produrremo solo guerre.
L'intervento di Agostino Zanotti è stato ancora lungo ed è un peccato non potervelo raccontare tutto, ma speriamo molto che questa sia solo una puntata e che torni a farci visita

Condannato all'ergastolo l'assassino dei tre volontari italiani

L'eccidio del 29 maggio 1993

Guido, Sergio e Fabio per sempre nei nostri cuori


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