Il caffè delle diaspore

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domenica 15 gennaio 2017

BRUNO MARAN A UDINE




Il 21 gennaio, alle ore 18.00, presso la libreria Feltrinelli di Via Paolo Canciani 15 a Udine, la meravigliosa giornalista Simonetta Di Zanutto presenterà il libro di Bruno Maran: Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti
Le adesioni sono già altissime.. tè credo.. sono in zona Cesarini !!

Bruno Maran in Balkan crew

Ritagli di Viaggio

Ritagli di viaggio di Simonetta Di Zanutto

Bruno Maran a Udine

venerdì 12 agosto 2016

IL REATO DI NEGAZIONISMO




Il reato di negazionismo è una legge che è stata emessa il giorno 11 febbraio 2015.
La legge è particolarmente severa se si nega la Shoah, i crimini di genocidio, i crimini di guerra etc...
La vedremmo bene anche in Croazia poichè non si possono onorare alcuni morti si e altri no
Bruno Maran è un giornalista corretto che ricorda sia Jasenovac che Srebrenica .. ci pensino gli ipocriti







sabato 13 giugno 2020

LA CADUTA 1953 - 1989





Martedì 16 giugno, alle ore 19.00, nel programma "Finestre sulla storia" di Radio Cooperativa, Bruno Maran presenterà il libro di Donatella Sasso: "La caduta 1953 - 1989"
Sia Bruno Maran che Donatella Sasso rappresentano il simbolo del dialogo. Abbiamo sempre conversato con loro con piacere anche avendo punti di vista diversi.
Complimenti davvero !




venerdì 26 maggio 2017

BRUNO MARAN A RADIO COOPERATIVA





Domenica 28 maggio, alle ore 11.00, sulle frequenze di Radio Cooperativa, il mitico Bruno Maran cercherà di spiegare la situazione drammatica di Visegrad nei primi anni '90.
Si cercherà di spiegare la situazione di tutte le parti in causa e non solo di una, come spesso accade nelle cronache di queste guerre balcaniche

Radio Cooperativa 28/05/2017 ore 11.00

Bruno Maran in Balkan crew




martedì 25 ottobre 2016

IL BATTAGLIONE BOSNIACO




Il grande tradimento sul fronte italiano
La guerra avrebbe potuto avere un corso diverso, ma i generali non ragionano in termini di vite umane (certo non tutti!), molti agiscono per la propria fama e il proprio interesse con le vite altrui
Se ne parlerà il 30 ottobre a Radio cooperativa con Bruno Maran
Cogliamo l'occasione per un ringraziamento e un bacio grande a Giovanni P. (favola infinita)


DOMENICA 30 ottobre ore 11.00 Di Spettacolo in Cultura Magazine condotto da Bruno Maran presenta il libro "Il Battaglione bosniaco" presenti gli autori Daniele Zanon e Valerio Curcio.
Settembre 1917: un Battaglione bosniaco combatte lungo il fronte italiano sotto le insegne dell’Impero Austro-Ungarico. 
Tra gli ufficiali e la truppa serpeggia il malcontento: nessuno di loro vuole più uccidere ed essere ucciso per Vienna. Un ufficiale si fa portavoce dei suoi e riesce a entrare in contatto con l’esercito italiano...

lunedì 12 gennaio 2015

BRUNO MARAN A CADONEGHE



Il fantastico Bruno Maran ci invita a una mostra che si terrà a Cadoneghe (PD) presso la sala Calvino della biblioteca P.P. Pasolini dal 24 gennaio all' 11 febbraio
I temi della mostra fotografica e visiva sono due : Jasenovac e Srebrenica
Maggiori dettagli li potete trovare sulla pagina facebook Balkans windows
Vi aspettiamo numerosi

venerdì 20 febbraio 2015

MOSTRA DI BRUNO MARAN



Dal 27 Febbraio al 29 Marzo, presso il Centro culturale Altinate/ San Gaetano, Via Altinate 71, Padova, si terrà la mostra Jasenovac 1945/ Srebrenica 1995

artcontroluce.it/Maran

giovedì 28 novembre 2019

Bruno Maran è con Eric Gobetti.




Martedì 3 dicembre, alle ore 19.05 a Radio Cooperativa la puntata num.22 di "Finestre sulla storia" sarà dedicata al libro: "La resistenza dimenticata. Partigiani italiani in Montenegro 1943 - 1945".
Il testo è del nostro capitano Eric Gobetti.
Tutti all'ascolto !

Radio cooperativa

Eric Gobetti in Balkan crew

Bruno Maran in Balkan crew

Nicoletta Bourbaki esprime solidarietà a Eric Gobetti e anche tutti noi siamo con Eric!

lunedì 29 agosto 2016

Leggiamo dei brani dal libro di Bruno Maran. B




29 agosto1995 postumo – Il portavoce Onu Ivanko affronta i giornalisti: “Nessuno ha visto i mortai serbo-bosniaci fare fuoco, ma gli specialisti di balistica sono concordi nell’accreditare la responsabilità del massacro all’artiglieria degli assedianti”. Al fuoco di fila delle domande dei giornalisti, su come e quando ci sarà l’intervento, su quando e dove si prendono le decisioni a riguardo, Ivanko risponde lapidario: ”Nel quartier generale Onu a Zagabria, lo Stato maggiore delle Forze di pace in Bosnia sta valutando l’eventualità di una risposta armata al massacro di ieri”. Il portavoce dell’Unhcr esprime indignazione e scandalo per l’atteggiamento assassino dei serbo-bosniaci. Lo speaker Unpf assicura che da oggi le truppe Onu non saranno più autorizzate ad attraversare il territorio serbo-bosniaco. Rimangono di stanza in quel territorio solo 450 caschi blu russi che pare non corrano pericoli. Quest’informazione presuppone un atteggiamento di prudenza delle forze Onu, che non vogliono ripetere l’umiliante esperienza della primavera scorsa nel caso di ritorsione armata.
Il leader serbo bosniaco Karadžić invia una lettera ai presidenti di Russia e Stati Uniti, Eltsin e Clinton, affermando: “Dalle immagini tv si vede chiaramente che i cadaveri sono stati manipolati e che tra i ‘cadaveri’ ci sono anche pupazzi di stoffa e plastica”.
Lo spettacolo del giornalista serbo-bosniaco Risto Džiogo rappresenta un ulteriore scempio. Nello studio della televisione di Pale, Džiogo mette per terra dei pupazzi di plastica e di stoffa, sdraiandovisi accanto, fingendo d’essere uno dei morti che sarebbero stati utilizzati nella messa in scena della strage del giorno precedente.
Il generale Smith, comandante dei caschi blu, sostiene che una relazione tecnica interna stabilisce che “al di là di ogni ragionevole dubbio, il proiettile è arrivato dalle posizioni dell’esercito serbo-bosniaco”. Conferma di aver udito voci secondo cui i musulmani si sparavano da soli, ma “nessuno mi ha dato prova di ciò”.
Il colonnello russo Andrej Demurenko è allontanato dal suo
posto all’Unpf perché si rifiuta di sottoscrivere le accuse ai serbo-bosniaci per l’ennesima strage al mercato.
Il generale MacKenzie, ex comandante dei caschi blu a Sarajevo, in un suo libro denuncia l’eventuale sacrificio di innocenti della propria parte per opportunità politica o strategica.
I rapporti Onu su queste opportunità sono secretati


Tratto dal libro di Bruno Maran "Dalla Jugoslavia alle repubbliche indipendenti" . Infinito Edizioni

giovedì 10 novembre 2016

Il 9 novembre 1993 cade lo "Stari most" di Mostar






9 novembre 1993 – L’escalation della tensione tra croati e musulmani raggiunge uno dei suoi apici: un carro armato dell’Hvo croato abbatte a cannonate lo "Stari most", il ponte di Mostar, immagine della città. Cade uno degli ultimi simboli di unità per i Balcani. Lo Stari most, commissionato da Solimano il Magnifico nel 1557 e costruito dall’ architetto Hajrudin Mimar, fu ultimato nel 974 del calendario islamico, cioè tra il luglio 1566 e il luglio 1567.  55.000 civili mussulmani restano intrappolati.
Un comandante dell’Hvo croato afferma: “È più importante il dito mignolo di un mio soldato che tutti i ponti del mondo”.
Ivo Andrić aveva scritto: “Le azioni si susseguivano, le generazioni sparivano rapidamente, ma il ponte restava, immutabile, come l’acqua che scorreva sotto le sue arcate”.
Dal libro Dalla Jugoslavia alle repubbliche indipendenti - Infinito edizioni

Bruno Maran

Bruno Maran in Balkan crew

venerdì 12 agosto 2016

LEGGIAMO DEI BRANI DAL LIBRO DI BRUNO MARAN




12 agosto 1944 – Sull’isola di Vis-Lissa, nuovo quartier generale di Tito, iniziando le operazioni per la liberazione della Dalmazia, Tito pronuncia una frase celebre: “Tudje nećemo, svoje ne damo” (Ciò che è altrui non lo vogliamo, ciò che è nostro non lo diamo). 
La scritta campeggiava dinanzi al municipio su un monumento distrutto dai croati nel 1991.
Tratto dal libro di Bruno Maran - Dalla Jugoslavia alle repubbliche indipendenti

Žao mi je što se Juga raspala, bili bismo najveća sila

sabato 26 novembre 2016

venerdì 23 settembre 2016

EX JUGOSLAVIA: UN VIAGGIO FRA MEMORIE DIVISE




Anche se non siamo completamente d'accordo su questo post di Giuliano Prandini.. ci sembra giusto proporvelo. E' anche una occasione per ringraziare Rodolfo Toè

EX JUGOSLAVIA: UN VIAGGIO FRA MEMORIE DIVISE

Bruno Maran è un giornalista che ha parlato sia di Jasenovac che di Srebrenica a differenza dei politici croati che vanno a Srebrenica che è in un altro stato, ma non vanno a Jasenovac che è nel loro stato

Il fiore di Jasenovac

Il cerchio del ricordo

Donja Gradina Memorial Site

Jasenovac, la grande assenza pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 30/04/2015

Croazia, la zavorra del passato ustascia pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 31/08/2015

Diana Budisavljević

Nessuna giustizia per i serbi uccisi in Bosnia . Per i serbi nessuno si mette un nastro, nessuno pensa che siano degni di giustizia. Come al solito abbiamo morti di serie A e morti di serie B

Ricordo di Oluja 2016

Leggiamo insieme dei brani dal libro di Bruno Maran




giovedì 15 settembre 2016

Leggiamo dei brani dal libro di Bruno Maran. C



20 settembre 1992 - Caschi blu canadesi, dopo il rifiuto opposto dai soldati croati a farli entrare nei villaggi occupati come forza d’interposizione, riportano quanto accaduto nella “Sacca di Medak”, dove, solo dopo violenti scontri, con sette canadesi dell’Onu e 27 miliziani croati uccisi, questi accettano le ispezioni e i sospetti trovano subito riscontro. Testimoni diretti sono i soldati del Princess Patricia’s Canadian Light Infantry, comandate dal tenente colonnello Kevin.
Quando gli spari, i bombardamenti e il caos cessano a Medak, una delle cose che il peacekeeper canadese Tony Spiess ricorda di più è la puzza di morte dappertutto. La milizia croata cercava d’impedire che le truppe canadesi potessero divulgare le notizie circa le operazioni di “pulizia etnica” che praticavano nei villaggi serbi.
Mentre Spiess e un suo compagno camminano tra le macerie del villaggio serbo distrutto, i croati tentano di fermarli per non far vedere i corpi bruciati: ”Prima delle 1000 del mattino un ombrello denso di fumo copriva tutte le quattro cittadine della sacca di Medak, i croati hanno cercato di uccidere o distruggere tutto ciò che vi era nella loro scia”. Spiess, angosciato, ricorda: “I corpi di due giovani ragazze serbe legate a due seggiole a dondolo, con le braccia legate dietro alla schiena. Stavano ancora fumando… è stata una totale devastazione”.
Un altro testimone, l’ufficiale Green: “Ogni edificio sul loro percorso era stato demolito e molti erano ancora fumanti. Cadaveri giacevano sul ciglio della strada, alcuni gravemente mutilati e altri bruciati e irriconoscibili…
Sapevamo che sarebbe stato brutto, ma le cose che abbiamo trovato e visto sono state peggio di qualsiasi cosa ci aspettassimo…”.


Scritto da Bruno Maran nel libro "Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti" edito da Infinito Edizioni

Dalla Jugoslavia alle Repubbliche indipendenti 

Operazione sacca di Medak

Medak Pocket: Canada at war in Yugoslavia

mercoledì 3 agosto 2016

RICORDO DI OLUJA 2016



QUEST'ANNO ABBIAMO RAGGIUNTO UN RECORD NEGATIVO. A PARTE QUALCHE PAROLA, C'E' STATO IL SILENZIO ASSOLUTO SUI FORUM IN ITALIANO SIA PER LA STRAGE DI OLUJA, SIA PER IL RICORDO DELL'ATTACCO NATO IL 24 MARZO. COMPLIMENTI ! ABBIAMO MORTI DI SERIE A E MORTI DI SERIE B. MENO MALE CHE IN CIELO ABBIAMO GIUDICI MIGLIORI. STRANO CHE PER VUKOVAR O SREBRENICA SI INIZI GIORNI E GIORNI PRIMA A FARE IL TAM TAM

Non c'è un viaggio organizzato che parte dall'Italia per andare a conoscere il genocidio di Srebrenica che informi sulla strage di Krajina, eppure ci passano attraverso. Ecco come si formano le divisioni che poi portano alle guerre.. con la cattiva informazione

Ci sarà anche chi canta e balla, noi la passiamo in preghiera nel rispetto dei morti senza giustizia.
Quello che non ci si spiega è perchè i 25 anni di Croazia li hanno festeggiati a fine giugno, mentre la festa nazionale la fanno il giorno della strage dei serbi che vivevano li da oltre 250 anni

Scusate se postiamo link stranieri, ma ne ha parlato tutto il mondo tranne che l'Italia. I nostri amici croati ci hanno chiesto di non postare la bandiera serba bruciata e gli incidenti che sono successi e lo facciamo poichè crediamo che la maggior parte dei croati non abbiano niente a che vedere con quei piccoli gruppi, ma ci aspettiamo che le istituzioni prendano le distanze dalle violenze



Il parere di Matteo Zola

Croazia, "Operazione tempesta" di Giacomo Scotti

SNV - CHB

Oluja di H - ALTER

OLUJA : AOÛT 1995, LA CROATIE À LA RECONQUÊTE DE LA KRAJINA

Beograd: U četvrtak dan sjećanja na stradale Srbe u “Oluji”

Izbegličko naselje dve decenije nakon 'Oluje': Čekajući kanalizaciju

Croatian Youth NGO Apologizes to 'Storm' Victims

Il ricordo di Oluja in Zemun

Serbia Mourns Victims of Croatia’s Operation Storm

“Hrvatska je kriva za rat jer smo smanjili prava Srbima!”

Za zločin u Varivodama niko nije odgovarao

Vučić: Oluja više neće biti

Inicijativa mladih Hrvatske: Isprika žrtvama Oluje

Protestna nota Srbije zbog paljenja zastave

Battle of words as Croatia celebrates independence

Operazione tempesta

Operazione Tempesta - Venti anni dopo

Croatia Urged to Commemorate Operation Storm Victims

Il ricordo di Oluja, la tempesta che sconvolse i Balcani

I diritti delle minoranze

Finalmente !

Croazia: l'inno non si tocca

Žao mi je što se Juga raspala, bili bismo najveća sila

Fiume, un'altra guerra articolo di Francesca Rolandi pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso l'11/08/2015

Oluja, la Tempesta che divide la Croazia articolo di Drago Hedel pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso il 06/08/2015

Serbia-Croazia, rapporti difficili di Francesca Rolandi pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 05/08/2016

L’operazione Oluja e la fine della secolare convivenza in Krajina articolo di Giorgio Fruscione pubblicato il 15/10/2015 su East journal (quest'anno non si sono espressi)

Un giornalista croato che ci sembra imparziale e che stimiamo molto è Sven Milekic' e ci fa piacere vedere tra le sue foto i cartelli stradali scritti in latino e in cirillico, visto che TUTTI i paesi, ma soprattutto quelli UE devono tutelare le minoranze

Croatian Politicians Celebrate Operation Storm Victory di Sven Milekic' - 05/08/2016 - Meno male che lo dicono che solo una persona è stata condannata per crimini di guerra.. chissà quando ci sarà giustizia

Da Gotovina a Sanader . Qui Giorgio Fruscione si chiede chi ha ucciso gli oltre 1200 civili serbi

Gotovina assolto, l'Aja sotto processo articolo di Alfredo Sasso pubblicato su East journal il 16/12/2012

Un articolo di Eric Gordy - traduzione di Davide Denti

Per sapere nel dettaglio com'è andata l'Operazione Tempesta, i raid aerei sulle postazioni missilistiche serbe, cosa ha fatto un esercito di 200.000 uomini contro si e no 60.000, il messaggio di Tudjman in radio (sono vivi solo quelli che non gli hanno dato retta), leggete Dalla Jugoslavia alle repubbliche indipendenti di Bruno Maran

Franjo Tuđman - i serbofobici da anni cercano, senza esserci ancora riusciti, di cambiare la pagina

Altre informazioni in Српски народни форум

Croazia, il nazionalismo di Oluja pubblicato da Osservatorio Balcani l'11/08/2016

P.S. ed N.B. leggiamo in un commento on line che una dei due neuroscettici che ci stressano tutti i giorni dice che i serbi avevano occupato la Croazia, mentre invece erano li da più di 250 anni anni, quindi c'erano nati e poi la signora dice anche cose non vere sul riconoscimento della Krajina. I croati sono stati i primi a non riconoscere i diritti delle minoranze, tant'è che adesso c'è una campagna politica proprio tra i croati onesti che dicono che una cosa è la guerra e un'altra è la pulizia etnica

Milanović: “Hrvatska je kriva za rat jer smo smanjili prava Srbima!”

Qui una petizione per chiedere scusa dei crimini commessi

Qui si dice che fino ad oggi c'è stata solo una condanna per tutti i crimini della strage in Krajina

Inoltre la signora dovrebbe valutare la poca cultura del suo popolo che scambia una bandiera per un'altra

Croatia Charges Tourist for Flying Pirate Flag

Serbofobici all'attacco