Il caffè delle diaspore

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sabato 19 novembre 2016

Guido, Sergio e Fabio per sempre nei nostri cuori





Bosnia 1993. Guerra infinita.
Sul Monte Radovan presso Gronji Vakuf alcuni volontari italiani portano aiuto alla popolazione stremata di Zavidovici.
Alle ore 16.30 il camion di Fabio e Sergio viene fermato dai soldati e dopo viene fermata anche l'auto sulla quale ci sono Christian, Guido e Agostino. Tutti vengono derubati e portati nel bosco, ma mentre Agostino e Christian riescono a scappare, Guido, Sergio e Fabio vengono uccisi.
Luca Rastello racconta tutto nel suo libro, ma la tragedia è così grande che non ci si puo' fermare.
Nasce ADL Zavidovici e nessuno riesce più a fermare gli aiuti, perchè al "bene" puo' slittare la marcia, ma non si fermerà mai il motore

Zavidovici, dieci anni dopo

Bosnia: arrestato in Germania l'assassino di tre volontari italiani

L'eccidio del 29 maggio 1993

Arrestato Paraga, comandante bosgnacco che uccise tre italiani

Il post di Andrea Rossini su OBC

Tre martiri italiani in Bosnia

Ergastolo al comandante Paraga

La guerra in casa

Luca Rastello in Balkan crew

Intervista a Agostino Zanotti

adl-zavidovici.eu

Brescia, scarcerato il comandante Paraga

venerdì 13 dicembre 2019

Nuovi muri europei. Complessità e contraddizioni in Bosnia




Il 14 dicembre, presso il Polski kot di Torino, alle 19.30, avrebbe dovuto esserci un convegno di ADL Zavidovici Onlus dedicato ai migranti della rotta balcanica. Purtroppo ci sono problemi al Polski kot e l'incontro è da fissarsi in una nuova data. Solidarietà infinita al Polski kot

Nuovi muri europei. Complessità e contraddizioni in Bosnia

ADL Zavidovici in Balkan crew

Polski kot Torino

venerdì 18 novembre 2016

SARAJEVO - ALEPPO . Seconda parte


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Il secondo intervento è stato di Monica Cerutti, assessore alla Regione Piemonte, che ha spiegato molto bene la struttura di assistenza messa in campo in Italia con la parola per lo più alle prefetture.
Si cerca di demandare più ai sindaci, benchè non siano da sottovalutare le esigenze di sindaci di piccoli comuni che fanno giustamente notare che se non hanno nemmeno un ragioniere, non possono seguire un grande piano di accoglienza e integrazione. Di certo c'è una campagna dei media davvero spropositata, mentre i numeri dei profughi sono nettamente inferiori a quelli arrivati negli anni '90 dai Balcani. Naturalmente c'è il problema degli "irregolari", poichè noi distinguiamo tra profughi e migranti economici, che in teoria sarebbero da rimpatriare. Anche questo è un tema infinito e va comunque assicurata una accoglienza "umanitaria". Di sicuro, a noi tre amiche dalla prima fila, questo termine "umanitario" ci ricorda la guerra NATO e non ci fa poi un gran bell'effetto!!!



Qui ha preso la parola Chiara P. del pubblico, raccontando la sua esperienza a Sarajevo ai tempi della guerra e di come è la realtà e di come ce la fanno vedere i giornali e le TV. Ad oggi, ha detto Chiara, in Siria, sono morti più bambini che nelle guerre nei Balcani. Tutti d'accordo poi nel dire che quelle nei Balcani non sono state assolutamente guerre etniche.



Christian Costamagna , in soli 20 minuti, pressato dall'impietoso moderatore, ha raccontato tutte le guerre balcaniche dalle origini fino alla presunta "fine", facendo il parallelo con la situazione siriana.
In pratica, non in poche parole, ma molto dettagliatamente, ha spiegato come si è passati dal socialismo al nazionalismo (brrrrrrr..)
Si è aperta una discussione sull'integralismo islamico, per questo ping pong eterno di Balkan crew e East journal, tra chi dice che è una deriva pericolosa e chi no.
Il dopo guerra balcanico vede Italia e Germania spartirsi la torta del business.



La parola è poi passata a Enrico Da Vià che è una favola di Torino che conosco da più di 10 anni per la fama di brava persona che lo precede. Il suo intervento è stato supportato da un documento sulla cooperazione che ha discusso con un'altra favola: Alba Aceto (anche bellissima signorina!!)


Toccante è stata la relazione di Simona Sordo , che ha messo in luce le incongruenze del nostro sistema di accoglienza. In particolare mi ha toccato l'idea che quando aiutavamo i Balcani era un aiuto "la".. quindi il nostro orticello non veniva toccato, mentre ora è "qua" e abbiamo paura che ci tolgano qualcosa

All'incontro è stata presente anche la città di Torino con il suo progetto di turismo responsabile a Breza e Kragujevac

Torino per il turismo responsabile

E' stato un gran bell'incontro e ringraziamo tutti!!


Vent'anni da Dayton

Bosnia: arrestato in Germania l'assassino di tre volontari italiani

Zavidovici, dieci anni dopo

Un articolo di Christian Costamagna su Dayton

Nella terra dei merli tra passato e futuro

La Bosnia di Miralem Pjanić

Quando volevano dividersi la Bosnia

Frammenti di un discorso europeo

Movimenti sociali in Europa orientale

La pace in casa

Moreno Locatelli

Guido, Sergio e Fabio per sempre nei nostri cuori

L'inganno di Kumanovo

Cooperativa Isola

ADL Zavidovici

Polski kot

Pars orientalis - anno II°



SARAJEVO - ALEPPO. Prima parte

Questa sera, dalle 17.00 alle 20.30 (!!!) si è tenuto presso il Polo del '900 di Torino, l'incontro intitolato "Sarajevo - Aleppo. Guerre, profughi, cooperazione e territori dagli anni '90 ad oggi"
E' stato magnifico !



Molto ben organizzato, questo meeting, ha messo in luce un perfetto parallelismo tra le guerre balcaniche degli anni '90 e l'attuale guerra in Siria.
L'incontro è stato presentato dalla simpatica e ormai nota al pubblico torinese, Maria Perino che ha spiegato brevemente l'impegno di adl-zavidovici.eu
Subito la parola è passata al moderatore William Bonapace e, raccontato da Donatella Sasso, potete trovare su East journal, il suo libro "Italiani d'Albania"



A questo punto si è aperta la relazione di Agostino Zanotti che è stato molto più che meraviglioso.
Posso dire, senza ombra di dubbio, che è difficile trovare una persona così preparata e così equilibrata. Di sicuro non riuscirò a dire tutto cio' che ha detto, ma spero di trasmettervi tanta saggezza che non pensavo mai di trovare così genuina e schietta. La cosa che mi ha colpito di più è la frase "carnefici e vittime" poichè è interscambiabile. Non possiamo dire chi è stato carnefice e chi è stato vittima, poichè non c'è un carnefice che non sia stato vittima e non c'è una vittima che non sia stata carnefice, sempre intendendo il senso lato della frase.. naturalmente ! Il Sig. Zanotti ha citato frasi di Don Tonino Bello e Alexander Langer. Poi ha citato il libro di Luca Rastello e ha detto che nel '96 le varie associazioni di volontariato presenti nei Balcani hanno come "svelato" agli italiani la drammaticità della guerra. I vari volontari, erano generalmente contro la "Missione Arcobaleno" perchè è lampante che chi manda le bombe non puo' poi dire di aiutare e qui noi di Balkan crew ricordiamo Non bombe ma solo caramelle . Per chi non lo sapesse al confine, un militare serbo ferma un camion di aiuti italiano e chiede di perquisire. Combinazione il primo pacco ad essere aperto è uno che va in Kosovo e ha delle caramelle per i bambini. Il militare chiede: "Ma tu sei italiano ?" - "Si" - "Ma come.. prima ci mandate le bombe e poi ci portate le caramelle?"
Anche Zograf da Belgrado chiedeva come poteva essere che le bombe partissero dall'Italia. Vedasi Diario sotto le bombe di Alexandar Zograf
Qui Agostino Zanotti ha fatto una gran bel discorso su come deve essere l'aiuto e la cooperazione vera e ha citato anche il libro "Darsi il tempo" di Mauro Cereghini e Michele Nardelli. Noi aggiungiamo anche Le città divise di bajka Apu e C'era una volta un paese di Stefano Tallia.
E' impressionante vedere che il filo spinato dei campi di concentramento è attorno ai confini UE e quest'anno, il premio World press è stato preso dalla foto che al confine tra Serbia e Ungheria, passa un bambino profugo sotto il reticolato


L'11 settembre 2001 sono stati messi in luce quelli che dovevano essere gli "stati canaglia", ma alcune organizzazioni, come ad esempio Boko Haram, dicono bene che finchè andremo a rubare materie prime, produrremo solo guerre.
L'intervento di Agostino Zanotti è stato ancora lungo ed è un peccato non potervelo raccontare tutto, ma speriamo molto che questa sia solo una puntata e che torni a farci visita

Condannato all'ergastolo l'assassino dei tre volontari italiani

L'eccidio del 29 maggio 1993

Guido, Sergio e Fabio per sempre nei nostri cuori


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giovedì 12 novembre 2015

VENT'ANNI DA DAYTON. SECONDA PARTE

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Al rientro della pausa pranzo le signore strabuzzano gli occhi.
Al posto dei relatori siede un militare che dire bello è dire poco. Si tratta del giovanissimo e bellissimo Tenente Colonnello Paolo Mazzuferi, del Centro studi post conflitti.
Accanto a lui Umberto Morelli e Jorg Luther.



Inizia Umberto Morelli con una descrizione delle guerre jugoslave molto dettagliata. Impossibile scrivere tutto, ma ha messo in luce l'assoluta assenza di una politica estera condivisa in UE e quindi l'intervento americano con Dayton. All'inizio Milosevic era contrario alla scissione slovena e croata, ma alla vista della politica assurda europea ha pensato alla grande Serbia, visto che Slovenia e Croazia facevano i loro interessi a danno dei serbi, in particolare in Krajina. La UE continuava a decidere di non decidere nulla. Se in Slovenia tanto quanto non c'erano serbi, la Croazia non tutelava le minoranze e questo non poteva essere accettato da nessun paese democratico. La Serbia dal canto suo parlava di quarto reich rivolgendosi alla politica tedesca che aveva non pochi interessi economici nella zona. Alla fine sia la UE che l'America si sono dimostrate incapaci di gestire la situazione balcanica. Inoltre tutte le piccole regioni che vogliono distaccarsi dal loro paese madre in UE sono gravemente pericolose. La "balcanizzazione" produce solo guerra.

E veniamo al nostro splendido bersagliere. Il Tenente Colonnello Mazzuferi ha fatto un elenco di tutte le missioni in Bosnia e ha detto che ogni missione, nel corso degli anni, è stata fatta tenendo presente degli errori delle politiche europee degli anni precedenti e sempre migliorata. Si è capito che le regole di ingaggio del caschi blu a Srebrenica non erano sufficienti a salvare la popolazione e la presenza dei militari era troppo "light". Non si puo' comunque dimenticare che il Monastero di Decani è ancora in piedi proprio grazie al coraggio dei militari italiani.

L'intervento di Jorg Luther è stato rivolto alla costituzione della Bosnia e al fatto che è avvitata su se stessa. Giusto tutelare anche le minoranze e questo deve spingere urgentemente i politici a cambiare le leggi

Per il Comune di Torino era presente Maria Bottiglieri che ha portato il suo prezioso contributo



Dal 12 al 26 novembre, nel cortile del Rettorato è esposta la mostra "Paesaggi bosniaci" a cura di Adl e dell'Istituto De Ambrois di Oulx

Si ringraziano tutti i partecipanti e in particolar modo gli organizzatori: cisp.unipmn.it

Centro studi post conflitti

Intervista con Zlatko Dizdarevic

Università del Piemonte orientale

Politecnico di Torino

Adl Zavidovici

Dipartimento di studi umanistici