Il caffè delle diaspore

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sabato 11 marzo 2017

L'Aja, non ci sarà appello contro la Serbia per il genocidio di Srebrenica




Francesco Martino ci spiega bene come la "Corte internazionale di giustizia" dell'Aja, ha rigettato la richiesta della Bosnia Erzegovina di riaprire il processo per genocidio contro la Serbia.
Nel 2007, la corte, aveva sentenziato che nel luglio del 1995, le truppe serbo bosniache  del generale Ratko Mladic' avevano commesso un genocidio a Srebrenica.
La Serbia venne giudicata responsabile di non aver impedito il massacro, ma le prove raccolte dimostrarono che i crimini non furono commessi sotto il controllo effettivo di Belgrado.

L'Aja, non ci sarà appello contro la Serbia per il genocidio di Srebrenica

Qui la confessione di Ibran Mustafic', veterano di guerra

Srebrenica città tradita

Srebrenica città tradita, versione italiana

Un genocidio deciso a priori

Speciale Srebrenica '95 -'15

La biblioteca di Pandora: "Srebrenica, come sono andate veramente le cose"

Bosnia Erzegovina: l‘Atlante dei crimini di guerra

Il documento di CNJ

When Did Belgrade Get a Metro?!  Non sempre la CNN è affidabile !



venerdì 10 luglio 2020

Un parere molto chiaro







Il termine genocidio significa una sistematica distruzione di una popolazione, una stirpe, una razza o una comunità religiosa. Basta andare a vedere i numeri della popolazione bosgnacca mussulmana, serba ortodossa e croata cattolica prima e dopo il conflitto degli anni 90 per capire che gli equilibri sono rimasti quasi invariati.
Secondo il censimento del 1991, la Bosnia ed Erzegovina era per il 44% etnicamente musulmana (all'epoca dichiarati musulmani, successivamente per indicare i cittadini bosniaci di religione islamica è stato coniato nel 1994 il termine bošnjak, bosgnacco), per il 31% serba e per il restante 17% croata (la maggior parte dei quali stanziati in Erzegovina), con il 6% delle persone che si dichiaravano jugoslave.
Secondo i dati del CIA, relativi al 2006, la Bosnia ed Erzegovina è etnicamente formata: al 48% da bosgnacchi (per la maggior parte musulmani), al 37,1% da serbi (per la maggior parte cristiani ortodossi), al 14,3% da croati (per la maggior parte cristiani cattolici) e allo 0,6% da altre etnie.
I paramilitari serbi erano per lo più volontari provenienti da diverse parti dove vivevano i serbi in ex Jugoslavia ed erano la maggioranza (prima di tutto i serbi di Krajina, odierna Croazia) ed ad un certo punto si sono trovati a perdere tutti i diritti ed erano sostenuti dal Partito Radicale Serbo (ispirato ai cetnici, monarchici serbi, una minoranza, che durante la II guerra mondiale combattevano soprattutto contro altri serbi, che da subito si schierarono con gli alleati Inghilterra, Francia e Russia e diventarono partigiani, la maggioranza dei serbi).
I paramilitari croati venivano dalla Croazia ed erano sostenuti da partiti politici nazionalisti in questi paesi, come il Partito Croato dei Diritti (che si rifaceva agli ustascia di Ante Pavelić, formazione nazifascista croata che durante il secondo conflitto mondiale “gestiva” i campi di concentramento come “Jasenovac” dove le principali vittime furono i serbi e i rom).
I bosniaci, a parte gli orrori commessi dall’ esercito paramilitare di Naser Oric, anche nei dintorni della stessa Srebrenica dove prima uccisero migliaia di serbi, hanno ricevuto il sostegno di diverse migliaia di guardie rivoluzionarie khomeiniste e talebane e combattenti dell'organizzazione libanese Hezbollah].
Spero vivamente che questa ormai ventennale operazione di propaganda contro la Serbia cessi presto, permettendo agli studiosi di pervenire a un’analisi più estesa dei fatti di Srebrenica e della dissoluzione della Jugoslavia e offrendo, nel con-tempo, opportunità caratterizzate da minor tensione, in ordine al cammino dei paesi balcanici nella più grande famiglia dell’Unione Europea.


Premio Nobel per la letteratura a Peter Handke

5 luglio 1992

Per l'ONU non fu genocidio

Il parere di CIVG

Libri su Srebrenica

Assolto Donatello Poggi

Il parere di CNJ

Concorso “Giuseppe Torre” - Seconda edizione

La biblioteca di Pandora: "Srebrenica, come sono andate veramente le cose"




Mirsad Tokaca è il direttore del centro di ricerca e documentazione di Sarajevo e dice: "..è importante che la società bosniaca si liberi dal mito della propria tragedia. La Bosnia è vittima di un mito e di narrazioni mitiche. Se continuiamo a perpetuare il mito sulla nostra società, a giocare coi numeri delle vittime e a diffondere bugie, finiremo per riprodurre le dinamiche che sono sfociate nella guerra contro la Bosnia Erzegovina e contro la sua struttura sociale e culturale" . Tratto da "L'Atlante dei crimini di guerra" pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 3/06/2019 











sabato 3 dicembre 2016

Est ovest parla delle responsabilità occidentali




Nella puntata di Est ovest del 04/12/2016, Florence Hartmann, ha spiegato dettagliatamente le responsabilità occidentali a Srebrenica.
In pratica la giornalista scagiona i serbi poichè dice che l'occidente aveva tutti i mezzi per fermare la guerra e non lo ha fatto. La NATO avrebbe tranquillamente potuto fermare i carri armati serbo bosniaci incolonnati su una stradina. La decisione di non fermare i serbi fu presa da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. L'occidente decise di non intervenire per fare bella figura agli accordi di pace di Dayton. Quindi prima di dar la colpa ai serbi è meglio riflettere.
Secondo voi ha più colpa il mandante o l'esecutore ?
La Hartman ha comunque una visione positiva del Tribunale dell'Aja che ha condannato 36 serbi, 96 bosniaci e ben 141 croati

Srebrenica città tradita

TGR Estovest del 04/12/2016

Elvira Mujčić, "Raccontare Srebrenica, raccontare la guerra di Bosnia"

Le responsabilità dell'Occidente

Florence Hartmann

Il caso di Florence Hartmann

Significato della parola "genocidio"

La biblioteca di Pandora: "Srebrenica, come sono andate veramente le cose"




giovedì 16 giugno 2016

“Dieci prugne ai Fascisti”, intervista a Elvira Mujčić




Il fantastico Rodolfo Toè ha fatto una intervista alla mitica Elvira Mujcic' per Osservatorio Balcani.
Io l'ho letta di un fiato. Ogni parola che esce dalla bocca di questa ragazza è una magia che ti fa innamorare della vita.
Hai voglia a dire che uno scrittore che non ha sofferto è come uno che ha passato la guerra. Certo.. il male non dovrebbe proprio esistere nel mondo, ma Elvira sarebbe così maestra di vita se non avesse vissuto sulla propria pelle tante esperienze come quello della diaspora ?
Davanti a certe frasi non può non venirti voglia di incorniciarle e leggerle spesso.

Srebrenica è un nome troppo inflazionato (quante volte lo abbiamo detto anche noi!) . Si parla sempre di Srebrenica in tono violento, per coinvolgere di più le persone, ma così non si insegna molto. Dopo vent'anni sarebbe il momento delle spiegazioni, del ragionamento collettivo. Non è giusto rivestire esclusivamente i panni della vittima, perchè rimanere immobilizzati nel passato ti fa perdere di vista il futuro.

C'è nostalgia degli ideali che la Jugoslavia ha rappresentato, ovvero il tentativo di fare un paese egalitario tra persone molto differenti in nazionalità, lingua e religione, mentre oggi si vogliono chiudere tutti nel proprio confine nazionale e non capiscono che così si diventa tutti più spaventati, più piccoli e più soli

“Dieci prugne ai Fascisti”, intervista a Elvira Mujčić

Elvira Mujcic' all'Istoreto

Rodolfo Toè

Elvira Mujcic'

Elvira Mujčić, "Raccontare Srebrenica, raccontare la guerra di Bosnia"

domenica 5 luglio 2020

5 luglio1992




In questo giorno le forze musulmane provenienti da Srebrenica, finta zona demilitarizzata, continuarono la pulizia etnica entrando nel villaggio serbo di Krnice, dove uccisero i residenti.
La pulizia etnica era iniziata nei mesi di maggio e giugno nei villaggi serbi di Studenac, Viogor, Kovacice, Osredak, Orahovica, Pecista, Bukova, Bojna, Ratkovic Brezane e una dozzina di borghi in più uccidendo la popolazione serba che non era riuscita a scappare

Bosnia, Kravica 1993-2013: una strage impunita

Зашто се на споменику у Поточарима налазе имена 79 живих Бошњака?

La biblioteca di Pandora: "Srebrenica, come sono andate veramente le cose"

Hakija Meholjić - Srebrenica town betrayed (excerpt)







giovedì 31 marzo 2016

ELVIRA MUJCIC ALL'ISTORETO




Oggi si è svolto presso l'Istituto Piemontese per la storia della Resistenza di Torino un bellissimo incontro con la scrittrice Elvira Mujcic'. Moderava l'incontro Eric Gobetti e Vesna Scepanovic ha letto alcuni brani dei libri di Elvira.
L'incontro è stato meraviglioso per quel poco che ho potuto sentire, perchè.. spazio per la risata.. ho sbagliato piano e i primi 45 minuti li ho passati a sentire la presentazione di un libro sui desaparecidos. Quando ho azzeccato la stanza e il piano ho sentito una voce dolcissima che aveva tanta sofferenza quanto amore per la vita.
Elvira è stata concepita in Kosovo, nata in Serbia ai tempi della Jugoslavia e ha vissuto a Srebrenica fino all'età di 11 anni.
Allo scoppio della guerra, proprio come aveva detto Dubravka Ugresic', Elvira ha visto i suoi amici, i suoi vicini di casa, di colpo, mostrarsi come etnia e come religione. All'inizio non capiva perchè aveva solo 11 anni, ma la mamma l'ha portata a Svornik, perchè volevano vedere cosa fosse la pulizia etnica e la era iniziata.
Di colpo capirono di dover scappare e i testimoni di nozze dei genitori che erano serbi si offrirono di ospitarli, ma Elvira e la famiglia pensarono di scappare in Croazia, dove passavano le ferie. In Croazia arrivarono di notte e gli amici croati, sentendo suonare al campanello, dissero : "Ma sono i - nostri - di Srebrenica!".
Iniziarono così i campi profughi e l'ultimo fu vicino a Brescia. Ben presto Elvira imparò la lingua anche se non imparò mai il dialetto bresciano.
Mi ha colpito molto il fatto che quando Elvira era profuga in Italia sentiva suo papà solo grazie ai radioamatori.
Ancora più bello è stato sentire da Elvira che la Jugoslavia era quella bellissima favola in cui si andava tutti d'accordo e chi ha conosciuto quella realtà non puo' non sentire la jugonostalgia.
Davvero un grande grazie per questa bellissima testimonianza




mercoledì 22 febbraio 2017

MUSEO SUL FALLIMENTO NATO

Con questo post diamo il benvenuto a Simone B.
Un ragazzo che ha sposato una meravigliosa ragazza della Krajina



Soffocando tra le innumerevoli politiche anti serbe, ci sembrerebbe giusto anche uno spazio per le donne e i bambini serbi morti in Krajina, nei villaggi satelliti di Srebrenica, in Kosovo e in tutta la Serbia.. vedi un po'.. tanto per dire tutta la verità e non sempre solo mezza


Un commento su face book


Un altro commento

24 Marzo '99 - Agressione NATO

Operazione Tempesta

Naser Oric'

Repubblica Serba di Krajina

Srebrenica, una città tradita

Elvira Mujčić, "Raccontare Srebrenica, raccontare la guerra di Bosnia"

domenica 10 luglio 2016

La comunità croata di Herceg Bosna

Oggi avremmo voluto parlare di Srebrenica, ma dopo la condanna in Ticino per reato d'opinione, non ci è possibile, poichè tutto quello che diremmo verrebbe utilizzato contro di noi.

Attenzione ai reati d'opinione

Ma se sono riusciti a mettere il bavaglio a noi, non ce l'hanno ancora fatta per gli amici di CNJ che hanno una pagina dedicata alla disinformazione strategica di Srebrenica. Vi potete informare la.




Quindi parliamo di storia

Dopo le assoluzioni di Haradinaj, Perisic' e Gotovina, il Tribunale dell'Aja torna ad emettere una sentenza di condanna. Lo fa contro sei croato - bosniaci che furono i massimi esponenti politici e militari della comunità croata di Herceg-Bosna.

Ci dice tutto meglio Alfredo Sasso su East Journal

BOSNIA: Condannati all’Aja i vertici della "Grande Croazia". E Franjo Tudjman

Crimini di guerra: 111 anni ai capi croato-bosniaci

Anche Wikipedia ne parla

Crimini di guerra croati in Bosnia

Ex Jugoslavia, condannati sei leader croati

Mostar: il Vecchio, venti anni dopo

Il parere di Michele Nardelli

La distruzione del ponte di Mostar

Cerchiamo giustizia

Il parere di Passaggio a sud est

icty.org

Ogni link rimanda alla pagina di pubblicazione originale

Si precisa che la nostra ricerca on line riguardo a questi argomenti non ha prodotto altre informazioni. Chi ci volesse mandare nuove informazioni lo puo' fare e verranno pubblicate. In particolare sui nuovi processi .. diteci se sapete .. alle volte il web non fornisce tutte le notizie



giovedì 10 ottobre 2019

Premio Nobel per la letteratura a Peter Handke






Felicissimi di questo premio a Peter Handke e felici anche per il premio a Olga Tokarczuk che era stata intervistata all'interno del festival Slavika.
Il Nobel viene assegnato ai migliori e coperto di critiche dai peggiori
Verrà fatta una statua a Srebrenica ad Handke (c'è chi l'ha fatta a Bill Clinton!)

Il premio Nobel per la Letteratura a Olga Tokarczuk e Peter Handke

Peter Handke, fra lingua e silenzio

cnj.it/CULTURA/handke

Међународна конференција "Мир и напредак уместо ратова и сиромаштва"

Un viaggio d'inverno ovvero giustizia per la Serbia

I libri di Peter Handke

Errore madornale

“To Duration”/ "Canto alla Durata

Peter Handke tra Nobel e linciaggio morale

Peter Handke tra Nobel e linciaggio morale / 3

Ein freund serbiens – zur NATO aggression 1999 vor 20 jahren

Perchè Milosevic è innocente


Fortuna vuole che questo sia anche il nostro 1500° post !

"Lei è stato accusato d'avere portato una rosa rossa sulla tomba di Milosevic e di avere approvato il massacro di Srebrenica?
«È una menzogna assoluta. Il Tribunale di Parigi ha condannato il Nouvel Observateur per diffamazione per queste affermazioni: m'avevano attribuito che io avevo dichiarato d'essere felice solo vicino Milosevic. Chi mi conosce sa che odio tutti gli uomini di potere. Ma naturalmente tutti i giornali francesi hanno oscurato la condanna. Hanno fatto la campagna contro di me arrivando al risultato della Comédie française che ha annullato un mio lavoro in programma, e poi hanno taciuto che non era vero quello che avevano detto. Amo profondamente la Francia di George Bernanos, di François Mauriac, e soprattutto di Albert Camus ma la cultura di questa Francia è veramente vergognosa. Ci sono ormai le caricature della letteratura e della filosofia come André Gluksmann, Bernard-Henri Lévy, e le macchiette del diritto internazionale e dell'umanitario come Bernard Kouchner, diventato nel frattempo ministro degli esteri. Quanto a Srbrenica hanno fatto la caricatura delle mie parole. Io ho condannato i crimini commessi dai serbi, ho ricordato però che tutto è incomprensibile se non si ricordano le stragi, anche di donne, vecchi e bambini - non come a Srbrenica - perpetrate prima dalle milizie bosniaco musulmane guidate dal comandante di Srbrenica Naser Oric nei villaggi intorno a Srbrenica, a Kravica, a Bratunac. Fatte con l'autorizzazione del presidente Izetbegovic. Era una feroce guerra interetnica e interreligiosa da denunciare tutta quanta».
Non pensa di avere sbagliato ad andare nel 2006 al funerale di Milosevic morto nel carcere dell'Aja?
«Non ero invitato e potevo starmene a casa. No, mi sono detto, devo andarci anche se sarà dannoso per me. E infatti hanno subito fatto tsunami contro di me falsando ogni mia parola. Sono riconoscente ai miei libri, ma sono fiero di questa scelta. E' una testimonianza che aiuta anche la nuova Serbia, quella che ora si batte perché il Kosovo non venga sottratto alla sua sovranità, storia e cultura. Così come sono fiero di essere andato prima all'Aja, non per riverire Milosevic, non mi interessava nulla di lui come uomo di potere. So che anche i serbi hanno commesso crimini, che non difendo. Insisto a denunciare la natura di una guerra complessivamente fratricida. Sono andato all'Aja perché era ancora in carcere accusato di tutto e come unico colpevole della guerra dei Balcani che ha visto, dal 1991 al 1995 e poi dal 1996 al 2002, ben sette fronti di guerra, e alcuni con Milosevic non ancora al potere o non più al potere, quando non addirittura coinvolto a sancire la pace, com'è accaduto a Dayton per la Bosnia Erzegovina, con tanto di ringraziamenti Usa. Sono andato all'Aja soprattutto perché penso che il politico in carcere sia molto più interessante di quando comanda. Del resto ero in buona compagnia con l'ex ministro della giustizia statunitense, Ramsey Clark».
Tommaso Di Francesco, Il Manifesto, 2010















mercoledì 3 agosto 2016

RICORDO DI OLUJA 2016



QUEST'ANNO ABBIAMO RAGGIUNTO UN RECORD NEGATIVO. A PARTE QUALCHE PAROLA, C'E' STATO IL SILENZIO ASSOLUTO SUI FORUM IN ITALIANO SIA PER LA STRAGE DI OLUJA, SIA PER IL RICORDO DELL'ATTACCO NATO IL 24 MARZO. COMPLIMENTI ! ABBIAMO MORTI DI SERIE A E MORTI DI SERIE B. MENO MALE CHE IN CIELO ABBIAMO GIUDICI MIGLIORI. STRANO CHE PER VUKOVAR O SREBRENICA SI INIZI GIORNI E GIORNI PRIMA A FARE IL TAM TAM

Non c'è un viaggio organizzato che parte dall'Italia per andare a conoscere il genocidio di Srebrenica che informi sulla strage di Krajina, eppure ci passano attraverso. Ecco come si formano le divisioni che poi portano alle guerre.. con la cattiva informazione

Ci sarà anche chi canta e balla, noi la passiamo in preghiera nel rispetto dei morti senza giustizia.
Quello che non ci si spiega è perchè i 25 anni di Croazia li hanno festeggiati a fine giugno, mentre la festa nazionale la fanno il giorno della strage dei serbi che vivevano li da oltre 250 anni

Scusate se postiamo link stranieri, ma ne ha parlato tutto il mondo tranne che l'Italia. I nostri amici croati ci hanno chiesto di non postare la bandiera serba bruciata e gli incidenti che sono successi e lo facciamo poichè crediamo che la maggior parte dei croati non abbiano niente a che vedere con quei piccoli gruppi, ma ci aspettiamo che le istituzioni prendano le distanze dalle violenze



Il parere di Matteo Zola

Croazia, "Operazione tempesta" di Giacomo Scotti

SNV - CHB

Oluja di H - ALTER

OLUJA : AOÛT 1995, LA CROATIE À LA RECONQUÊTE DE LA KRAJINA

Beograd: U četvrtak dan sjećanja na stradale Srbe u “Oluji”

Izbegličko naselje dve decenije nakon 'Oluje': Čekajući kanalizaciju

Croatian Youth NGO Apologizes to 'Storm' Victims

Il ricordo di Oluja in Zemun

Serbia Mourns Victims of Croatia’s Operation Storm

“Hrvatska je kriva za rat jer smo smanjili prava Srbima!”

Za zločin u Varivodama niko nije odgovarao

Vučić: Oluja više neće biti

Inicijativa mladih Hrvatske: Isprika žrtvama Oluje

Protestna nota Srbije zbog paljenja zastave

Battle of words as Croatia celebrates independence

Operazione tempesta

Operazione Tempesta - Venti anni dopo

Croatia Urged to Commemorate Operation Storm Victims

Il ricordo di Oluja, la tempesta che sconvolse i Balcani

I diritti delle minoranze

Finalmente !

Croazia: l'inno non si tocca

Žao mi je što se Juga raspala, bili bismo najveća sila

Fiume, un'altra guerra articolo di Francesca Rolandi pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso l'11/08/2015

Oluja, la Tempesta che divide la Croazia articolo di Drago Hedel pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso il 06/08/2015

Serbia-Croazia, rapporti difficili di Francesca Rolandi pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 05/08/2016

L’operazione Oluja e la fine della secolare convivenza in Krajina articolo di Giorgio Fruscione pubblicato il 15/10/2015 su East journal (quest'anno non si sono espressi)

Un giornalista croato che ci sembra imparziale e che stimiamo molto è Sven Milekic' e ci fa piacere vedere tra le sue foto i cartelli stradali scritti in latino e in cirillico, visto che TUTTI i paesi, ma soprattutto quelli UE devono tutelare le minoranze

Croatian Politicians Celebrate Operation Storm Victory di Sven Milekic' - 05/08/2016 - Meno male che lo dicono che solo una persona è stata condannata per crimini di guerra.. chissà quando ci sarà giustizia

Da Gotovina a Sanader . Qui Giorgio Fruscione si chiede chi ha ucciso gli oltre 1200 civili serbi

Gotovina assolto, l'Aja sotto processo articolo di Alfredo Sasso pubblicato su East journal il 16/12/2012

Un articolo di Eric Gordy - traduzione di Davide Denti

Per sapere nel dettaglio com'è andata l'Operazione Tempesta, i raid aerei sulle postazioni missilistiche serbe, cosa ha fatto un esercito di 200.000 uomini contro si e no 60.000, il messaggio di Tudjman in radio (sono vivi solo quelli che non gli hanno dato retta), leggete Dalla Jugoslavia alle repubbliche indipendenti di Bruno Maran

Franjo Tuđman - i serbofobici da anni cercano, senza esserci ancora riusciti, di cambiare la pagina

Altre informazioni in Српски народни форум

Croazia, il nazionalismo di Oluja pubblicato da Osservatorio Balcani l'11/08/2016

P.S. ed N.B. leggiamo in un commento on line che una dei due neuroscettici che ci stressano tutti i giorni dice che i serbi avevano occupato la Croazia, mentre invece erano li da più di 250 anni anni, quindi c'erano nati e poi la signora dice anche cose non vere sul riconoscimento della Krajina. I croati sono stati i primi a non riconoscere i diritti delle minoranze, tant'è che adesso c'è una campagna politica proprio tra i croati onesti che dicono che una cosa è la guerra e un'altra è la pulizia etnica

Milanović: “Hrvatska je kriva za rat jer smo smanjili prava Srbima!”

Qui una petizione per chiedere scusa dei crimini commessi

Qui si dice che fino ad oggi c'è stata solo una condanna per tutti i crimini della strage in Krajina

Inoltre la signora dovrebbe valutare la poca cultura del suo popolo che scambia una bandiera per un'altra

Croatia Charges Tourist for Flying Pirate Flag

Serbofobici all'attacco




mercoledì 5 agosto 2020

OPINIONI A CONFRONTO





In tanti anni di amore per i Balcani ne abbiamo viste di cotte e di crude, ma mai pensavamo di trovare in un libro di storia che racconta la II° Guerra mondiale la foto di Mladic e Karadzic che sono stati condannati dal Tribunale dell'Aja dopo il 2015 per i fatti accaduti dopo il 1990. Oltretutto non c'è un briciolo di spiegazione.
Capite poi perchè i bambini serbi a scuola fanno tanta fatica se non è nemmeno chiara la storia che dovrebbe essere insegnata?




Anche la Jugoslavia non è spiegata bene. Prima si parla di regime comunista quando c'era una repubblica socialista, poi si da gratuitamente addosso ai serbi quando Tito era croato e se c'era un gruppo che si sarebbe dovuto lamentare erano proprio i serbi. La reazione NATO fu attuata in violazione al diritto internazionale e provocò migliaia di vittime, in gran parte donne e bambini


Srebrenica, per l'ONU non fu genocidio

BELGRADO O BUDAPEST ?

When Did Belgrade Get a Metro?!

Serbia o Bosnia?

Assolto Donatello Poggi

Attacco NATO alla Jugoslavia


Per approfondire il tema consigliamo: Il dossier nascosto del "genocidio" di Srebrenica e rimaniamo in attesa di chiarimenti da parte della casa editrice del testo scolastico.




Questo post si trova anche qui

mercoledì 5 ottobre 2016

Referendum ed elezioni locali in Bosnia





Grande successo per Milorad Dodik sia per quanto riguarda il contestato referendum e sia per la grande vittoria alle ultime elezioni. Naturalmente siamo in giuggiole per il sindaco serbo di Srebrenica.
Spiega tutto molto meglio Giovanni Vale nella sua intervista su "Radio onda d'urto"

Referendum RS: le implicazioni interne e nella regione

Un sindaco serbo a Srebrenica

Bosnia Erzegovina: nazionalismo locale di Adis Susnjar pubblicato da OBCT il 5/10/2016

Una favola di giornalista: Giovanni Vale


venerdì 23 settembre 2016

EX JUGOSLAVIA: UN VIAGGIO FRA MEMORIE DIVISE




Anche se non siamo completamente d'accordo su questo post di Giuliano Prandini.. ci sembra giusto proporvelo. E' anche una occasione per ringraziare Rodolfo Toè

EX JUGOSLAVIA: UN VIAGGIO FRA MEMORIE DIVISE

Bruno Maran è un giornalista che ha parlato sia di Jasenovac che di Srebrenica a differenza dei politici croati che vanno a Srebrenica che è in un altro stato, ma non vanno a Jasenovac che è nel loro stato

Il fiore di Jasenovac

Il cerchio del ricordo

Donja Gradina Memorial Site

Jasenovac, la grande assenza pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 30/04/2015

Croazia, la zavorra del passato ustascia pubblicato da Osservatorio Balcani e Caucaso il 31/08/2015

Diana Budisavljević

Nessuna giustizia per i serbi uccisi in Bosnia . Per i serbi nessuno si mette un nastro, nessuno pensa che siano degni di giustizia. Come al solito abbiamo morti di serie A e morti di serie B

Ricordo di Oluja 2016

Leggiamo insieme dei brani dal libro di Bruno Maran




lunedì 24 ottobre 2016

IL VASO DI PANDORA . 21. okt. 2016




E' bellissimo quell'accento slavo quando un balcanico parla italiano !

In questa puntata de “Il Vaso di Pandora” abbiamo parlato di Slovenia con Vesna Humar e Grega Repovž e di Croazia con Giovanni Vale. Boris Mitar ci ha portato a Srebrenica, dove continuano le polemiche dopo le elezioni di un sindaco serbo. 
In chiusura spazio alle prossime elezioni presidenziali americane con Massimo Sostene Zangari e Ervin Hladnik Milharčič.

SLOVENIA, CROAZIA, BOSNIA, STATI UNITI

Bosnia Erzegovina: l‘Atlante dei crimini di guerra

venerdì 10 luglio 2015

SONO STATO DIO IN BOSNIA




Per sapere la verità su Srebrenica è necessario vedere "Sono stato Dio in Bosnia" e non pensiate che il regista sia serbo.. è un ragazzo bellissimo e bravissimo di nazionalità albanese.


sabato 25 maggio 2019

JUGO BIKE SOTTO LA MOLE







Stasera, presso il Polski kot di Torino, si è tenuto l'incontro con Lorenzo Gambetta per la presentazione del suo libro "Jugo bike, in bicicletta in Bosnia, Croazia e Serbia".
La serata è stata piacevolissima. Lorenzo ha messo in risalto vari aspetti dei Balcani, senza mai prender parte a qualche conflittualità: Nei suoi viaggi ha sempre cercato di capire chi gli stava davanti, fosse questo bosniaco o croato o serbo.
Spesso, a zonzo per la Bosnia, gli è capitato di dover prendere una birra per sapere dove si trovasse, perchè, come ben sappiamo, si puo' trovare una Karlovacko pivo, una Jelen pivo o una Sarajevska, a seconda della zona.
A Belgrado aveva una guida turistica gentilissima, che faceva da guida sia agli italiani che agli statunitensi e Lorenzo ha pensato alla situazione di quel ragazzo che ha vissuto i bombardamenti NATO partiti dall'Italia
Nei suoi viaggi Lorenzo ha spesso parlato di calcio che è un aspetto fortemente identitario. D'altra parte i primi fomenti di guerra sono iniziati proprio in un campo di calcio. In Bosnia Lorenzo citava i giocatori di calcio bosniaci, ma riceveva solo nomi serbi, così si è ricordato di essere nella Repubblica Srpska.
Lorenzo si è trovato più volte sulla via dei migranti e ha subito pesanti perquisizioni da parte della polizia croata.








Come noi, anche Lorenzo è un amante di Ivo Andric'.
La città che è piaciuta di più a Lorenzo è Sarajevo, simbolo della convivenza pacifica prima della guerra. Ora ci sono delle cose assurde come ad esempio tre programmi scolastici nella stessa scuola e tre vagoni differenti su uno stesso treno.
Alla domanda "perchè si è dissolta la Jugo", Lorenzo dice che è stato perchè i signori della guerra hanno iniziato a dire prima i croati, prima i bosniaci, prima i serbi e il parallelo con l'Italia fa raggelare il sangue.
Alla domanda "perchè le scolaresche vanno a Srebrenica saltando la Krajina e conoscendo solo parte della storia", Lorenzo ha risposto che anche noi parliamo sempre della guerra del 15 - 18, ma omettiamo di citare tutti gli italiani morti nel 1914 e con questo ha voluto dire che volontariamente tutti tralasciamo pezzi di storia.
Ci siamo trovati davanti un uomo molto sincero e intelligente e non vediamo l'ora di leggere il libro.
Complimenti Lorenzo !

Jugo bike in Face book

Polski kot

Una piacevole lettura

Radio3 Mondo

Intervista a Lorenzo Gambetta



lunedì 7 novembre 2016

La Bosnia di Miralem Pjanić




Osservatorio Balcani ci propone una splendida intervista con un ragazzo meraviglioso che racconta di come serbi, croati e musulmani sono sempre andati d'accordo in Jugoslavia e lo possono fare ancora.
Davvero tanti complimenti Miralem Pjanic' !!!

Biografia

Figlio d'arte (il padre giocava nella seconda divisione jugoslava), Pjanić è in possesso di due cittadinanze: bosniaca e lussemburghese; si rifugiò in Lussemburgo con la sua famiglia poco dopo lo scoppio della guerra in Bosnia. Parla ben sei lingue: bosniaco, inglese, tedesco, lussemburghese, francese ed italiano.
È soprannominato Il pianistaIl piccolo principe Giotto.

La Bosnia di Miralem Pjanić di Ado Alili per Meridiano d'Europa

Rimane il fatto che, in ogni modo, capire la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite... Beh, siete fortunati.
Ado Alili

Meridiano d’Europa: intervista a Miralem Pjanić

Dinamo Zagabria-Juve 0-4 - Tutti i Gol - 27/09/2016

pjanic.com

Miralem Pjanic - Welcome to Juventus

Juve, goditi il vero Pjanic !!!

MIRALEM PJANIC | Roma | Goals, Skills, Assists | 2015/2016

Miralem Pjanić

La Bosnia nel pallone di Stefano Tallia

Quando volevano dividersi la Bosnia

Elvira Mujčić, "Raccontare Srebrenica, raccontare la guerra di Bosnia"

Elvira Mujcic all' Istoreto

20 anni da Dayton

BOSNIA: Condannati all’Aja i vertici della "Grande Croazia". E Franjo Tudjman

La dissoluzione dell'ex Jugoslavia .. è finito il sogno di pace

Mio padre è croato, mia madre è serba, mia moglie è musulmana e io non odio nessuno.
Goran Bregovic'

Di dove sei ? - Della Jugoslavia - Ma è un paese che non esiste! - Ma io vengo da lì
Dubravka Ugresic'

C'è nostalgia degli ideali che la Jugoslavia rappresentava, ovvero il tentativo di costruire un paese egalitario tra persone di una miriade di differenze nazionali, di lingua e di religione. Oggi tutti sembrano volersi chiudere nei propri confini nazionali e non capiscono che così si diventa molto più piccoli, più spaventati e più soli.
Elvira Mujcic'

Yutel za Mir - Himna: Samo u Ljubav Vjerujem si cantava contro la guerra con le bandiere jugoslave